Formula: CaSO4·2H2O

Sist.monoclino-Bruno/rossiccio-dur.1,5-2.

 

Talvolta i minerali possono assumere forme strane e curiose: è il caso della rosa del deserto, così denominata per l'aspetto e la provenienza. Si tratta di una varietà di gesso che simula seppur in modo vago i petali della rosa e che si trova quasi esclusivamente in zone desertiche. Questo elegante solfato ha origine sedimentaria: si è infatti depositato, in ambienti aridi e caldi, in seguito all'evaporazione di acque marine o lacustri ricche di sali, inglobando durante la cristallizzazione gli innumerevoli granelli di sabbia che lo caratterizzano e lo rendono particolarmente apprezzato anche come oggetto ornamentale.

 

Le caratteristiche
La rosa del deserto è una particolare varietà del gesso, solfato idrato di calcio assai diffuso sotto le forme e nei giacimenti più diversi. Cristallizza nel sistema monoclino e si presenta in tipici aggregati lenticolari, costituiti da individui appiattiti, più sottili alle estremità, che nella loro disposizione ricordano i petali della rosa. Nel corso della propria formazione, questi cristalli di gesso hanno inglobato innumerevoli granelli di sabbia - ben visibili osservando con una lente di ingrandimento la superficie dei 'petali' - che hanno reso più resistente il minerale gessoso, di per sé tenerissimo; inoltre, il colore della sabbia, di solito bruno chiaro o giallognolo per la presenza di ossidi di ferro, gli conferisce una caratteristica e apprezzata tinta calda, con sfumature rossicce.
La rosa del deserto (in francese 'rose de sable'), ha dimensioni molto varie: vi sono esemplari di pochi centimetri di diametro e altri pesanti decine di chili e di spettacolare effetto estetico. I campioni devono essere protetti dalla polvere: è nececessano, tuttavia, evitare di lavarli a lungo con acqua calda a causa della sfaldabilità piuttosto facile del gesso.


Origine e giacimenti
La rosa del deserto ha genesi sedimentaria; il formarsi di questo particolare tipo di concrezione, comunque, necessita di almeno due condizioni essenziali: la presenza di un giacimento evaporitico profondo e il clima arido. Nel deposito evaporitico, infatti, i gessi vengono raggiunti in profondità dall'acqua freatica e da quella meteorica, che operano una soluzione del solfato di calcio. Quest'ultima, quindi, tende via via a risalire verso la superficie per il fenomeno fisico della capillarità e, una volta giunta a un certo livello, comincia a evaporare, lasciando cristallizzare il gesso contenuto che formerà così un aggregato di cristalli lenticolari, vale a dire un'estesa piastra gessosa entro i terreni prossimi alla superficie, costituiti da sabbie. Saranno il vento oppure gli scavi, poi, a mettere in luce il giacimento di rose del deserto. I depositi più noti sono quelli delle zone desertiche del Sahara, particolarmente El-Oued e Touggourt, in Algeria, e Zuara, in Libia. Altre località si trovano in Tunisia e Marocco, ma anche nei deserti statunitensi del New Mexico e dell'Arizona. Forme analoghe alla rosa del deserto, infine, si possono formare nelle argille dell'Appennino Emiliano, in particolare a Castel dei Britti, in provincia di Bologna.

 

FONTE:  http://laminiera.altervista.org/

http://www.webalice.it/enrpappa/fossilimineralirocce.it/immagini/Minerali/N-R/Rosa%20del%20deserto.htm

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