Rosa del deserto
Formula: CaSO4·2H2O
Sist.monoclino-Bruno/rossiccio-dur. 1,5-2.

 La Rosa del deserto è una curiosa varietà del Gesso (un minerale che dà luogo a cristalli di particolare bellezza, chiamato anche Selenite quando ha lucentezza perlacea) che assume un aspetto diverso e bizzarro. E’ infatti un aggregato di cristalli appiattiti di Gesso, più sottili alle estremità, disposti in modo tale da ricordare i petali di una rosa, i quali si separano l’ uno dall’ altro aprendosi a ventaglio.


La Rosa del deserto è un minerale di origine sedimentaria, più precisamente evaporitica: si forma infatti in ambienti aridi e caldi per precipitazione chimica diretta del sale indotta dalla spinta dell’ evapotraspirazione (intensa) dell’ acqua contenuta nel terreno. Questa può derivare da trappole di mare costiero, dalla dissoluzione di rocce oppure da mari fossili. Spesso si formano salamoie molto concentrate nelle quali precipitano i cristalli. L’ aspetto granuloso della superficie e la colorazione calda sono dovuti alla presenza di innumerevoli granuli di sabbia quarzosa rimasti inglobati nel reticolo cristallino del Gesso durante la precipitazione chimica. Questa sabbia è rossastra perchè contiene ossidi di ferro.
Località di rinvenimento: El-Ouad e Touggourt (Algeria), Libia, Tunisia, Marocco, Qatar, New Mexico e Arizona (U.S.A.).

Simbologie, proprietà, mitologie

Proprietà: Apporta equilibrio e aiuta la concentrazione.


Effetti terapeutici: Protegge nelle gravidanze.


Associazione con i Chakra: Settimo.

Note: In natura esiste un altro minerale che in modo del tutto simile al Gesso dà luogo ad aggregati concentrici di cristalli disposti come i petali di una rosa. E’ la Barite o Baritina che chimicamente corrisponde al solfato di Bario. Questa si può distinguere con un po’ di attenzione perché ha un peso specifico molto maggiore (4,5 contro 2,35 del Gesso) e la durezza più elevata: 3-3,5 (non si scalfisce con l’ unghia).

 

 

Talvolta i minerali possono assumere forme strane e curiose: è il caso della rosa del deserto, così denominata per l'aspetto e la provenienza. Si tratta di una varietà di gesso che simula seppur in modo vago i petali della rosa e che si trova quasi esclusivamente in zone desertiche. Questo elegante solfato ha origine sedimentaria: si è infatti depositato, in ambienti aridi e caldi, in seguito all'evaporazione di acque marine o lacustri ricche di sali, inglobando durante la cristallizzazione gli innumerevoli granelli di sabbia che lo caratterizzano e lo rendono particolarmente apprezzato anche come oggetto ornamentale.
Le caratteristiche
La rosa del deserto è una particolare varietà del gesso, solfato idrato di calcio assai diffuso sotto le forme e nei giacimenti più diversi. Cristallizza nel sistema monoclino e si presenta in tipici aggregati lenticolari, costituiti da individui appiattiti, più sottili alle estremità, che nella loro disposizione ricordano i petali della rosa. Nel corso della propria formazione, questi cristalli di gesso hanno inglobato innumerevoli granelli di sabbia - ben visibili osservando con una lente di ingrandimento la superficie dei 'petali' - che hanno reso più resistente il minerale gessoso, di per sé tenerissimo; inoltre, il colore della sabbia, di solito bruno chiaro o giallognolo per la presenza di ossidi di ferro, gli conferisce una caratteristica e apprezzata tinta calda, con sfumature rossicce.
La rosa del deserto (in francese 'rose de sable'), ha dimensioni molto varie: vi sono esemplari di pochi centimetri di diametro e altri pesanti decine di chili e di spettacolare effetto estetico. I campioni devono essere protetti dalla polvere: è nececessano, tuttavia, evitare di lavarli a lungo con acqua calda a causa della sfaldabilità piuttosto facile del gesso.
Origine e giacimenti
La rosa del deserto ha genesi sedimentaria; il formarsi di questo particolare tipo di concrezione, comunque, necessita di almeno due condizioni essenziali: la presenza di un giacimento evaporitico profondo e il clima arido. Nel deposito evaporitico, infatti, i gessi vengono raggiunti in profondità dall'acqua freatica e da quella meteorica, che operano una soluzione del solfato di calcio. Quest'ultima, quindi, tende via via a risalire verso la superficie per il fenomeno fisico della capillarità e, una volta giunta a un certo livello, comincia a evaporare, lasciando cristallizzare il gesso contenuto che formerà così un aggregato di cristalli lenticolari, vale a dire un'estesa piastra gessosa entro i terreni prossimi alla superficie, costituiti da sabbie. Saranno il vento oppure gli scavi, poi, a mettere in luce il giacimento di rose del deserto. I depositi più noti sono quelli delle zone desertiche del Sahara, particolarmente El-Oued e Touggourt, in Algeria, e Zuara, in Libia. Altre località si trovano in Tunisia e Marocco, ma anche nei deserti statunitensi del New Mexico e dell'Arizona. Forme analoghe alla rosa del deserto, infine, si possono formare nelle argille dell'Appennino Emiliano, in particolare a Castel dei Britti, in provincia di Bologna.

 

FONTE:

http://laminiera.altervista.org/

http://www.webalice.it/enrpappa/fossilimineralirocce.it/immagini/Minerali/N-R/Rosa%20del%20deserto.htm

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